Gastronomia Tabarkina

CUCINA TABARKINA

Il ristorante dell'Hotel La Valle durante il soggiorno degli ospiti fa degustare tutti i piatti tipici della cucina tabarkina e sarda con lo scopo di far rimanere il sapore di una vacanza indimenticabile.

 

 

MENU' TABARKINO

ANTIPASTI:

- Cuore di tonno con rondelle di pomodoro;

- Bottarga di tonno;

- Polpettine di lattume alla carlofortina;

- Lattume al limone;

- Belu di tonno di corsa in verde;

 

PRIMI PIATTI

- Pasticcio alla Carlofortina: con due tipi di pasta (cassulli e maccheroni) conditi con sugo di pomodoro pesto e tonno.

- Troffie condite con vongole e pesto o vongole e ricci;

- Spaghetti alla bottarga di tonno con pomodoro fresco;

- Cassulli primavera al tonno di corsa; (pasta di tre colori diveri)

- Spaghetti al pesce San Pietro;

 

SECONDI PIATTI

- Belu accumudau di tonno (trippa di tonno) con patate e cipolla in tegame;

- Tonno alla carlofortina;

 

Dolci, vini, liquori 

I dolci della tradizione tabarchina sono un trionfo di sapori semplici e genuini. Le specialità, venivano preparate principalmente in occasione delle principali festività religiose. A Natale sono molto diffusi i canestrelli, dolcetti di pasta frolla, rivestiti di cappa bianca. Sempre di pasta frolla, e sempre per il Natale, sono le fantine, destinate e raffiguranti i bambini, con l'intento di celebrare al contempo la nascita del Cristo. In occasione della Pasqua, si consumano i cavagnetti, dolci a forma di cestello, nel quale vengono riposte anche uova, come augurio di prosperità e di pace. Altre preparazioni tipiche sono i panetti (con fichi secchi, mostarda e uvetta zibibbo), i giggeri (di pasta fritta e caramellata nello zucchero), gli originali gateau (con l'impasto di zucchero e mandorle tritate a cui si da la forma di case e castelli), gli speciali boccon di dama (noci di pasta di mandorla e zucchero avvolti in carta velina colorata), le diffusissime zeppole, o ancora le meraviglie e le chiacchiere. Un accenno meritano anche il ratafian, un vino liquoroso ottenuto da mosto, alcool e zucchero e la mesculansa, una miscela di uve dolci. Purtroppo questi prodotti non sono molto diffusi e solitamente sono consumati in ambito strettamente privato. Diffusissimo è anche il limoncello, un liquore preparato con i superbi limoni locali, e il mirto, altro liquore ricavato dall'omonimo arbusto sempreverde caratteristico di queste terre. Il mirto come specie vegetale, era, nell'ambito della mitologia classica, il simbolo dell'amore e della bellezza (nell'iconografia classica lo vediamo adagiato sulle chiome di venere) e godette di una larghissima fama presso Greci e Romani, che lo impiegavano anche come farmaco. Ed è dalle bacche che esso produce, dal particolarissimo colore blu intenso, che si ricava il pregiato e ottimo liquore. L'arte della preparazione di questa bevanda è ancora artigianale, se non altro perché la raccolta delle bacche può essere effettuata solo a mano, dato che macchinari in grado di sostituire l'opera dell'uomo non ne esistono. Le operazioni di raccolta, pulzia e lavorazine avvengono secondo procedimenti specifici, all'insegna di un meticoloso rispetto sia del frutto che delle piante.